Come superare l’ansia da palcoscenico: la guida QUASI definitiva

Come superare l'ansia da palcoscenico

Come superare l’ansia da palcoscenico?

Se sei un artista rispondere a questa domanda sarà di vitale importanza perché gestire le proprie emozioni è uno dei primi passi che dovrai muovere se vorrai tirare fuori il tuo talento artistico in tutta la sua poesia e magnificenza ed evolvere in un artista completo.

Attenzione però: artista completo non significa necessariamente essere dei professionisti.

L’ansia da palcoscenico è usuale anche fra gli artisti professionisti che spesso hanno dovuto avvalersi dell’aiuto di coach esperti per riuscire a superarla.

Vuoi un paio di nomi? Eccoli: Barbra Streisand, Adele, Lady Gaga, Mariah Carey, John Lydon o Hugh Grant che afferma di aver recitato il film “Scrivimi una canzone”, cito testualmente:

“Ho fatto l’intero film completamente imbottito di Lorazepam” (uno psicofarmaco).

Hugh Grant

Quindi si può diventare bravi anche se sopraffatti dall’ansia? Forse sì.

E’ piacevole? No.

Ci rende artisti completi? No.

Un artista completo, per come lo intendo io, è invece dotato di un’eccezionale intelligenza emotiva, ovvero della capacità di riconoscere, comprendere, utilizzare e gestire le proprie emozioni: qualunque esse siano.

Può sperimentare l’ansia ma, come vedremo dopo, non ne viene sopraffatto.

Un artista completo è pertanto un alchimista delle emozioni: sa come trasmutare l’ansia da palcoscenico e credo che anche tu ci riuscirai!

E’ importante però sapere come farlo.

Perché se NON sai come farlo, ma tenti comunque di vincere l’ansia, il rischio sarà quello di produrre dei pensieri o compiere delle azioni improduttive che, alla meglio, non sortiranno alcun effetto e, nella peggiore delle ipotesi, finiranno per aggravare la situazione.

Dunque, respira, rilassati e partiamo dall’inizio.



1. Come superare l’ansia da palcoscenico: sintomi

L’ansia da palcoscenico è quell’emozione (o fobia) che colpisce un individuo che si aspetta un potenziale errore o fallimento durante una performance di fronte ad un pubblico.

Non importa se la tua arte sia il canto, la danza, il teatro… se sei un musicista…

… l’ansia da palcoscenico può presentarsi qualunque sia la tua forma d’arte perché è di fatto una forma di ansia da prestazione (se sei un pittore, un artigiano… potresti sperimentarla durante una mostra).

Precisazione puntigliosa come al mio solito: paura e ansia non sono la stessa cosa.

La paura si sviluppa quando sei di fronte a un pericolo, l’ansia prende forma PRIMA di essere di fronte al pericolo, quando lo si attende. Pertanto la paura concerne il presente, l’ansia il futuro.

Ecco una lista non esaustiva dei sintomi dell’ansia da palcoscenico:

  • Arrossire;
  • fame d’aria e respiro corto;
  • nervosismo;
  • tachicardia;
  • tremori agli arti;
  • mani sudate e sudorazione generale;
  • bocca asciutta e salivazione azzerata;
  • vertigini;
  • vuoti di memoria;
  • balbuzie;
  • voce tremolante;
  • difficoltà nel trovare le parole (frequente uso di sinonimi);
  • nausea.

Per quanto sgradevoli possano essere è bene conoscere questi sintomi per non spaventarsi quando se ne fa esperienza.

Se inizi a temere i sintomi entrerai in un circolo vizioso in cui avendo paura dell’ansia stessa, finirai per peggiorarla nel tentativo di eliminarla.



2. Come non avere ansia da palcoscenico: due parole sullo smettere di combatterla e iniziare ad accoglierla

“Eliminare l’ansia da palcoscenico”, “Combattere l’ansia da palcoscenico”, “Sconfiggere l’ansia da palcoscenico”, “Vincere l’ansia da palcoscenico”: ecco alcune delle combinazione più cercate su google dagli artisti che ne soffrono.

Emerge una sorta di metafora bellica in cui l’ansia diventa un demone, un nemico da sconfiggere, un avversario crudele, l’effige del male.

E questo è il primo problema: questa metafora è il simbolo di un rapporto con l’ansia poco funzionale.

Perché le emozioni negative (che non significa “malvage”) non si combattono.

Se vuoi superare l’ansia da palcoscenico, il primo passo sarà quello di creare un buon rapporto con le tue emozioni: smettere di opporti alla tua ansia ed iniziare ad accoglierla, capirla e infine gestirla

C’è una frase che dico sempre:

Ha senso prendersela con il semaforo
se c’è traffico?”.
Marco De Filippo

L’ansia è un segnale che ti informa di un pericolo. E’ un alleato, non un nemico.



3. Tonificare il sistema parasimpatico

L’ansia attiva il sistema nervoso simpatico… che tanto simpatico a volte non è: il corpo rilascia adrenalina e cortisolo e cominciamo a sperimentare i sintomi di cui sopra.

3 sono le reazioni che questa parte del sistema nervoso autonomo si occupa di evocare: combattere, fuggire… o congelarsi.

Le spalle si alzano, il collo si contrae, il corpo si chiude, la schiena si arrotonda… tutte reazioni atte a proteggere gli organi vitali.

Se sei un uomo delle caverne, con la pelliccia di bisonte e una grossa clava, e vieni inseguito da una tigre dai denti a sciabola, queste reazioni possono salvarti la vita: correrai più velocemente, avrai più forza fisica, proteggerai le zone più sensibili del corpo…

Ma un artista degli anni 2000, quando è di fronte a una platea beh, non può né combattere né fuggire (anche se alcuni lo hanno fatto davvero, rifiutandosi di salire sul palco) per cui di solito si blocca. Fondamentalmente si congela.

Oppure arriva un attacco di panico.

Esiste però un’altra parte del sistema nervoso autonomo chiamato “sistema nervoso parasimpatico”. E questo è molto più simpatico.

Sono 3 le reazioni di cui si occupa: digerire, riposare, riprodursi.

E creare.

Il sistema nervoso simpatico e parasimpatico si bilanciano fra loro, per cui, ciò che vogliamo è disattivare il primo e tonificare il secondo.



4. Come superare l’ansia da palcoscenico, rimedi



4.1. Sviluppa intelligenza emotiva

Complementare all’intelligenza razionale (QI) abbiamo l’intelligenza emotiva ciòè la capacità di riconoscere, capire, gestire e utilizzare le tue emozioni.

Se le emozioni prendono il sopravvento, forse puoi migliorare il tuo Quozionte emotivo (QE).

Un semplice esercizio che puoi fare può essere quello di iniziare a tenere un diario nel quale appunti alcune informazioni relativamente alle emozioni che hai vissuto durante la giornata.

Ed in particolare ti interessa riconoscere:

  1. Quale emozione hai vissuto (il nome o i nomi se c’erano più emozioni concordanti o contrastanti);
  2. quando è iniziata esattamente (il contesto spaziale, temporale, relazionale…);
  3. cosa hai pensato quando l’hai vissuta;
  4. quali sensazioni corporee hai vissuto;
  5. quando è finita;
  6. qual era lo scopo di quella emozione (il suo fine positivo per te);

Questo è il primo passo.



4.2. Respirazione antipanico e respirazione quadrata

Somaticamente la paura agisce sul respiro che si fa più alto, di pieni polmoni, veloce, spezzato… poco piacevole.

Come superare l’ansia da palcoscenico con il respiro dunque?

Fare dei grandi respironi per altro non aiuta, anzi: può peggiorare la situazione. Ogni volta che inspiri infatti attivi il sistema nervoso simpatico, ogni volta che espiri, attivi quello parasimpatico. Fare dei grandi respironi può quindi tonificare il sistema nervoso dell’ansia, non quello della calma.

Il primo esercizio quindi è la respirazione antipanico, di mia invenzione.

Per calmarsi sarà necessario prima di tutto attivare il diaframma, respirando con la parte bassa dell’addome e procedere per lunghe espirazione e brevi inspirazioni. Prendi poca aria, trattieni un istante ed espiri lentamente.

Una piccola inspirazione, lenta e controllata. Gonfi la pancia, trattieni un istante, ed espiri mooooolto lentamente.

E nota come, ogni volta che espiri lentamente il tuo corpo si rilaaaaassa.

Pratica questo esercizio in momenti non sospetti come tecnica di rilassamento e più volte al giorno PRIMA della performance: prevenire, non curare.

Se lo pratichi quando sei in ansia fai molta attenzione a farlo PRESTO: è fondamentale accorgersi di quando l’emozione inizia, notare cosa l’ha innescata, accettarla e poi correggere il tiro gradualmente.

Un secondo esercizio può essere la respirazione quadrata ovvero ad un ritmo 4.4.4.4.

Funziona così:

  1. prendi l’aria lentamente, contando fino a 4;
  2. trattieni l’aria nei polmoni, contando fino a 4;
  3. espira in 4 secondi;
  4. rimani svuotato d’aria per 4 secondi.

Ciò che si è visto è che gli indigeni tendono a respirare 4 o 5 volte al minuto, mentre noi facciamo anche 15 respiri al minuto: troppo veloci e ansiogeni, tipici di una vita scandita dai ritmi dell’orologio e non da quelli naturali.

Come dico sempre: mente e corpo sono un’unità funzionale in feedback costante. Se respiri troppo velocemente genererai ansia… e viceversa.



2.3. Cerca il flow: deep acting

Il fulcro del mio lavoro è aiutare gli artisti ad accedere ad uno stato in cui sono assolutamente al meglio di loro stessi e il sistema parasimpatico domina.

Domina la creatività, la sensualità, la percezione.

Questo stato viene chiamato “flow” o “flusso”.

Uno dei modi per vincere l’ansia da palcoscenico è addestrarti a ricercare il tuo stato di massima prestazione ed abitarlo, anzi: farti possedere da esso (deep acting).

Per riuscire in questa evocazione, con i miei clienti, impiego pochi minuti con effetti straordinari che la persona sente sottopelle.

Un modo in cui puoi farlo da solo è questo: scrivi su un foglio di carta le tue migliori 3 performance di sempre e descrivile a una platea immaginaria… e fallo ogni giorno per i prossimi 10 giorni.

E poi stupisciti di cosa succede.

In alternativa contattami per una seduta insieme.



4.4. Trasmuta la paura in eccitazione con l’anxiety reappraisal

Se quando sei in ansia non riesci a calmarti è perché l’ansia, essendo un’emozione ad alta attivazione (arousal) è molto più vicina all’eccitazione che alla calma.

Inutile quindi opporvisi più di tanto: Alison Wood Brook dell’università di Harward ha dimostrato che i cantanti ottengono risultato migliori con la tecnica dell’anxiety reappraisal rispetto a quando tentano di calmarsi.

Secondo diversi studi, come questo, caratterizzare l’ansia chiamandola eccitazione ed imparando a farlo costantemente, si riesce efficacemente a modificarle il proprio vissuto mentale e somatico.

Come farlo?

Usa il linguaggio: afferma “come sono eccitato” o “sono accesissimo questa sera” e nota cosa succede e come cambia la tua percezione e il tuo vissuto.



4.5. Fai esercizio… ma di qualità

La pratica è fondamentale: essere preparati è un ottimo modo per vincere l’ansia da palcoscenico ma, a volte, non basta.

Pertanto è bene praticare in circostanze SIMILI a quelle che vivremo durante la prova.

Se devi cantare per la prima volta su un palco, canta prima per i tuoi amici. Salici su quel palco, esploralo se puoi, camminaci per un po’ sopra, misuralo… fai come fanno i gatti quando entrato in un posto nuovo: perlustrazione.



4.6. Esponiti con coraggio (o con fiducia)

Sai qual è l’opposto della paura o dell’ansia?

Certo che lo sai… o no?

No.

Non è il coraggio.

L’opposto della paura si chiama “fiducia”. Perché quando hai piena fiducia, l’ansia non esiste.

La fiducia è la capacità di prevedere il futuro e sapere che finirà tutto bene: possiamo lavorare, attraverso gli esercizi precedenti per sviluppare maggior fiducia in te stesso.

Ma quando non siamo in grado di sapere se finirà bene? Ecco che ansia e paura appaiono.

Ed è qui che interviene il coraggio che è la capacità di agire CON la paura.

La via maestra per diventare più coraggiosi è analizzare i rischi, trovare un buon motivo per fare ciò che ti spaventa al di là del risultato e farlo COMUNQUE.

Scoprire che non muori. Che sei ancora vivo. Che puoi riprovare.

E finché sei vivo, puoi sempre migliorare.

Ci sarebbe ancora tanto da aggiungere, ma direi che puoi partire così. E se ti interessa come superare l’ansia da palcoscenico e vuoi metterci un decimo del tempo, contattami ora o scarica le mie lezioni video… andremo ancora più in profondità…




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A dispetto di tutto.

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